Walter Gaberthuel - Era un grande e possente signore

Foto di Walter Gaberthuel

Era un grande e possente signore.
Nessuno conosceva la sua età, ma certo era li’ quando i soldati di Cromwell percorrevano quelle colline. Ed aveva osservato con giusto distacco i gendarmi dei Lancaster e degli York che, con i loro archibugi a miccia, riposavano a turno sull’erba accanto a lui.
E tanto tempo dopo, nel cielo, strani oggetti: aerei a quattro ali, poi a due, carichi di uomini e di armi.
Una volta, anche uno strano razzo con le ali, perdutosi nel suo volo verso una grande città lontana. Si chiamava V.2, ma il grande e possente signore non poteva saperlo.
Sapeva invece quanti cervi gli erano passati accanto, quanti gufi, quanti conigli, quanti lupi. Quanti cavalli, con i loro cavalieri. Quanti carri, con i loro buoi. E i contadini e i druidi, i viandanti e le presenze evanescenti…
Era un grande e possente signore.
Ma, dopo centinaia di inverni nevosi, di stagioni piovose e di primavere rigogliose, incontrò la sua fine. Quella tempesta, degenerata in uragano, non era mai giunta li’ prima di allora. E vinse quando il grande e possente signore, che non voleva piegarsi, fu divelto dalla terra e abbattuto con un immenso schianto sulla distesa di erba circostante. Solo il vento e la notte furono testimoni della sua caduta.
Gli animali corsero per primi, dopo la tempesta, a vedere il grande e possente signore. Le braccia di quattro uomini non bastavano a circondare il suo tronco.
Dopo secoli, le sue radici nodose e sporche di terra conoscevano la luce del sole.
La grande quercia venne poi smembrata dalle asce degli uomini, che risparmiarono solo il grande tronco, divenuto presto rifugio per gli animali delle colline.
Il grande e possente signore era tornato alla terra.

Wilton Park, Sussex, luglio 1988