RELAZIONE N. 01/00 DELLA CAPITANERIA DI PORTO DI GAETA, 1 GENNAIO 2000
In data odierna, nel corso di una missione di pattugliamento nella zona di mare della baia di Serapo, in prossimità dello scoglio denominato “La Nave”, è stata rinvenuta galleggiante in superficie una bottiglia sigillata contenente un messaggio.
La bottiglia, di vetro verde scuro, non reca alcun segno né marchio di fabbrica che permetta di risalire alla sua origine. Il tappo di sughero risulta essere stato sigillato con ceralacca, aperto e poi di nuovo sigillato.
Si riporta in allegato copia del testo integrale del messaggio in essa contenuto.
Mia dolcissima, adorata,
affido al mare questa lettera per te e, sebbene possa apparire assurdo, sento che ti raggiungerà.
Tu conosci le ragioni che mi hanno portato lontano, nella solitudine e nel pericolo. Ero finito, e ho deciso di ricominciare. Ero morto, e ho deciso di rinascere. Ma ho giurato a me stesso che non sarei tornato senza qualcosa di bello da deporre ai tuoi piedi.
Il momento è giunto, e presto tornerò da te. E’ stato il tuo amore che mi ha dato la forza di lottare e di rivivere. Mi ha sostenuto ogni più piccolo ricordo di noi.
Abbiamo iniziato il nostro cammino negli anni della primavera, volando leggeri verso la vita. Poi sono venuti gli anni dell’estate, dell’intimo calore di un amore che cresce e prorompe come una spiga di grano nel sole.
Ora sono entrato nell’autunno, e ciò che più desidero è deporre ai tuoi piedi il tenero rosso delle foglie che, staccandosi dagli alberi e volando scintillanti nel vento, compiono vorticose parabole di libertà.
Quando ti rivedrò, nulla mi importerà delle tue rughe né della neve che sarà caduta sui tuoi capelli. Con me tu sentirai che il tuo fiore non è appassito e i tuoi frutti non sono avvizziti: lo sai che i frutti maturi sono i più dolci e i più gustosi ?
E l’inverno, amore mio, non ci raggiungerà mai, perché nessun gelo potrà mai spegnere il nostro sentimento. Quando arriverà non ci troverà, perché saremo in una dimensione che è al di là di tutti gli inverni.
So che può sembrare impossibile, ma io credo fermamente che queste mie parole ti raggiungeranno, e tu mi risponderai. Allora ricorda:
Come farei senza il tuo sorriso ?
Come farei senza i tuoi occhi, luci di stelle ambrate, che mi mostrano il cammino ?
Come farei senza la tua aura di gioia, senza la tua tenera allegria ?
Come farei, senza te, a sentire il tuo amore ?
Come farei, senza te, a confidare i miei sogni ?
Come farei senza te ? …
Come farei ? …
Come ? …Ti bacio, tuo
AmoreTua, e solo tua, per sempre.
ANNOTAZIONI DEL COMANDO DELLA CAPITANERIA DI PORTO DI GAETA
Il messaggio contenuto nella bottiglia è compilato su n. 2 fogli di carta da lettere, redatto da una penna stilografica con inchiostro nero. La riga in calce all’ultima pagina, in basso a sinistra, scritta con inchiostro blu, è invece redatta con calligrafia chiaramente femminile, diversa da quella del messaggio.
Al termine delle prescritte analisi ed indagini si ritiene di poter concludere che, per quanto possa sembrare incredibile, il messaggio abbia effettivamente raggiunto la sua destinataria, che avrebbe scritto la sua risposta per poi richiudere la bottiglia e riaffidarla alle onde. Non si è in grado di calcolare le probabilità che un fatto del genere si verifichi, ma si conferma che questa appare la sola spiegazione possibile.
Il Guardiamarina di servizio al momento del ritrovamento ha suggerito che la bottiglia venga nuovamente sigillata con dentro il messaggio e venga rimessa in mare nel punto esatto del ritrovamento. Il Guardiamarina sostiene che, come il messaggio ha raggiunto la sua destinataria, così potrebbe tornare a chi l’ha affidato per primo alle onde. Le probabilità che ciò avvenga sono una contro un numero infinito, tuttavia il Comandante autorizza l’operazione dopo aver disposto che una fotocopia del messaggio sia acclusa agli atti, allegata alla presente relazione.
In data 3 gennaio 2000 il messaggio originale, di nuovo sigillato nella sua bottiglia, è stato pertanto calato in mare in prossimità della baia di Serapo da una motovedetta della Capitaneria di Porto, che ha provveduto a controllare che le correnti marine lo riportassero al largo, a riprendere il suo viaggio fra le onde verso l’uomo che certamente lo attende.